Ecomuseo delle valli Oglio - Chiese

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La Sala del Centro visite del Parco Oglio Sud ben introduce ai temi dell'Ecomuseo delle Valli Oglio Chiese, che occupa interamente il piano superiore dell'edificio e che affronta, oltre ai temi naturalistici, diversi altri aspetti della storia e della cultura del territorio. Qui, protagonisti del racconto museale sono i fiumi Oglio e Chiese.

Le Sezioni che compongono il Museo sono le seguenti:
  • Il territorio racconta. Aspetti geologici tra l'Oglio e il Chiese
  • Paleontologia. Il fiume archivio del territorio
  • Gli uomini delle acque. Le origini degli insediamenti tra l'Oglio e il Chiese
  • Argilla: materia prima della Pianura Padana
  • Il fiume: autostrada dell'antichità
  • Le erbe commestibili nella tradizione popolare
  • Tra cielo e terra: storie di animali nel territorio dell'Ecomuseo
  • Miti e riti nella cultura popolare
  • Il costume nella tradizione popolare: alle origini della moda
  • Dalla palude al vivaio
  • Casa e bottega
  • Il giocattolo fatto in casa
  • Centro visite del Parco Oglio sud


Scarica il pieghevole dedicato al Museo civico - Centro di documentazione Ecomuseo Valli Oglio Chiese



Nella prima sezione sono illustrate le origini del territorio, dove il fiume - che ha modellato, con il suo corso, la nostra pianura - diventa archivio della storia. Il materiale esposto, oltre a illustrare le caratteristiche geologiche della zona, raccoglie numerose testimonianze dell'antica vegetazione (con alberi silicizzati e impronte di foglie raccolti sul greto del fiume) e numerosi reperti ossei di animali del periodo preglaciale e glaciale.

Sulla grande balconata numerose vetrine - con oltre 700 reperti - raccontano la storia e l'evoluzione dei primi insediamenti umani sorti sul terrazzamento ai margini delle vie fluviali e dell'argilla come materia prima della pianura padana. È possibile osservare come dalle pareti di argilla e canne dell'Età del bronzo si giunga a sistemi di costruzione ben più complessi: ne è un esempio la villa colonica romana di Bizzolano, ritrovamento di cui la Sezione espone numerosi reperti. Nel Medio Evo la tipologia costruttiva incomincia a strutturarsi nella nostra zona seguendo schemi prestabiliti mentre nel Rinascimento, per ragioni commerciali, i Gonzaga fisseranno forme, dimensioni, pesi per mattoni, tavelle, tegole, moduli pavimentali, sistemi costruttivi ancora utilizzati fino a circa mezzo secolo fa.

La tradizione orticola del vivaio come produzione tipica e caratteristica del nostro territorio è ampiamente documentata in una diversa sala. L'antico mestiere dell'ortolano (oggi vivaista) ha le sue origini nel Medio Evo. Nata in stretta sintonia con il sistema idrico locale - in particolare del Naviglio - questa produzione era facilitata da un terreno sciolto e torboso, caratteristico delle zone paludose bonificate. Oggi le essenze prodotte nei vivai cannetesi sono alcune migliaia e, in particolare, le latifoglie vengono esportate in tutta Europa.

Dalla sala del vivaio si accede alla sala dedicata alla vita quotidiana - la casa e la bottega - dove centinaia di strumenti testimoniano le tecnologie preindustriali utilizzate dal carradore, dal falegname, dal calzolaio e dal sarto. Molti altri mestieri introducono al "rito" del "costume" fatto in casa descrivendo il percorso dal seme alla fibra tessile, fino al prodotto finale. Un migliaio di manufatti - oltre a una preziosa raccolta fotografica - raccontano, dall'Ottocento agli anni Trenta del Novecento, la storia del costume nel territorio tra l'Oglio e il Chiese.

Una piccola sala illustra poi il gioco fatto in casa: vi sono esposti oltre 250 giocattoli di una volta. Si tratta di oggetti semplici, costruiti con materiali poveri (carta, legno, cera, argilla, stoffa, lamierino e corda), ma dai valori antropologici intensi.

Tornando sulla balconata si raggiunge la sala dedicata ai riti e miti della tradizione popolare. Qui sono rappresentati tre filoni fondamentali che tentano di riassumere la filosofia popolare: i miti del fuoco, i miti dell'acqua e i miti dell'albero. A questa complessa ricerca, che ha permesso di fissare i rituali legati alle stagioni, segue il racconto del calendario delle feste più importanti dell'anno che scandivano le identità individuali e collettive della popolazione.

Una splendida piroga introduce quindi alla sala dedicata al fiume come "autostrada" dell'antichità dove imbarcazioni e centinaia di oggetti delle attività fluviali narrano la civiltà del fiume. Sino al secolo scorso il fiume rappresentava un importante mezzo di comunicazione e di contatto tra le popolazioni rivierasche, ma era anche fonte di vita per numerose attività: i paroni (comandanti di piccole e grosse imbarcazioni) con i loro marinai, i calatafari, i carpentieri, i traghettatori, i cavatori di sabbia e di ghiaia, i cariolanti, i carrettieri, i facchini, i cavallanti si mescolavano a mugnai, boscaioli, pescatori e lavandaie e tutti svolgevano i propri mestieri e arti in piena sintonia con il fiume.

Un lungo corridoio – dove un erbario composto da oltre 100 esemplari di erbe commestibili, magiche o della salute ci riporta al tempo in cui gli uomini adattavano i loro ritmi di vita a quelli delle piante e, come nutrimento, raccoglievano erbe, frutti e radici – ci introduce a due ampie sale dedicate alla fauna del territorio e ai sistemi di caccia e pesca. La raccolta faunistica comprende oltre 600 esemplari di animali stanziali e migratori, oltre a insetti, gasteropodi e a una cinquantina di mammiferi. Gli uccelli, suddivisi in 18 ordini, rappresentano, nella loro totalità, la fauna europea. Interessanti sono alcune ambientazioni di zone palustri e boschive, fedelmente ricreate in suggestivi diorami. Vi sono esposti, inoltre, vari strumenti per ogni tecnica di pesca e di caccia: trappole, tagliole, richiami, fucili da caccia, nasse, fiocine e vari tipi di rete.

Il Museo Civico, infine, è dotato di una biblioteca, di un archivio fotografico e documentario e di una videoteca.



Visite guidate e percorsi didattici
In relazione alle diverse sezioni che costituiscono l'Ecomuseo delle Valli Oglio Chiese, è possibile realizzare particolari percorsi didattici per le scuole dell'obbligo e superiori. Per ogni sezione, infatti, si organizzano specifiche visite guidate corredate eventualmente da itinerari che si svolgono all'esterno del Museo. Per avere informazioni dettagliate inerenti la tipologia, le modalità di svolgimento, i tempi e i costi delle visite guidate e degli itinerari sul territorio occorre cliccare sui titoli dei percorsi elencati nella pagina delle schede informative.

SCHEDE INFORMATIVE



Laboratori didattici
Presso il Museo Civico vengono tenuti anche interessanti laboratori per la costruzione di giochi e di giocattoli utilizzando materiali poveri come sughero, carta, legno e plastica. Vengono organizzati anche laboratori dedicati all'argilla, all'innesto (con lezioni teoriche e pratiche anche per adulti) e alla realizzazione di un erbario. Non mancano anche laboratori che illustrano il lavoro del giardiniere con lezioni teoriche e pratiche svolte in serra. Maggiori e dettagliate informazioni sono contenute nelle schede che si visualizzano cliccando sul titolo del laboratorio.

SCHEDE INFORMATIVE



Itinerari storico-naturalistici
Il Museo Civico, su prenotazione, organizza le seguenti visite guidate sul territorio, per le quali si possono avere maggiori e dettagliate informazioni consultando le schede che si visualizzano cliccando sul titolo dell'itinerario.

SCHEDE INFORMATIVE

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